Giro d’Italia 2026, successo in fuga per Jhonatan Narvaez! I big si controllano e Afonso Eulalio resta in Maglia Rosa
Jhonatan Narvaez si ripete al Giro d’Italia 2026. Grazie al grande supporto di Mikkel Bjerg, il corridore della UAE Team Emirates XRG si impone in solitaria a Fermo dopo aver staccato Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), terzo membro della lunga fuga che ha caratterizzato una tappa esplosiva sin dai primi chilometri. Questi tre uomini sono riusciti ad allungare dopo circa 75 chilometri di gara, resistendo poi al ritorno di un gruppetto di una trentina di inseguitori, per poi giocarsi la vittoria nel penultimo GPM, dove l’ecuadoriano ha fatto la differenza trionfando con 32 secondi sul campione norvegese.
Dietro di loro è poi Martin Tjotta (Uno-X Mobility) a prendersi la terza posizione, davanti a Guillermo Silva (XDS Astana), Lorenzo Milesi (Movistar) e Christian Scaroni (XDS Astana), che facevano parte del numeroso gruppo di contrattaccanti. Il gruppo resta invece in controllo per tutto il giorno, con l’unica accelerazione che arriva nello strappo finale. Jai Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe) regola così i migliori, giunti a 1’51” dal vincitore. Alle sue spalle Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike) chiude nello stesso tempo, mentre gli altri prendono un piccolo buco di due secondi, che chiaramente non cambia le gerarchie.
In Maglia Rosa resta dunque Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), con 3’15” di vantaggio su Vingegaard e 3’34” su Felix Gall (Decathlon CMA CGM). Sale in quarta posizione invece Scaroni, a 4’18”, mettendosi così davanti a Jai Hindley, che completa la Top5 a 4’23” dal portoghese. Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe) scende così al sesto posto, a 4’28”, mentre Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che nelle prime fasi di gara ha provato più volte ad attaccare, esce dalle posizioni di vertice, confermando l’obiettivo tappe per questa edizione.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Le fasi iniziali di gara sono frenetiche, a conferma di una tappa ambita da molti. Primo a partire è Filippo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber), che si muove sin dal chilometro zero dando il via a una grandinata di scatti che in rapidissima sequenza occuperanno una prima metà di gara vissuta a velocità folle. I primi a riuscire a guadagnare terreno sono Alberto Bettiol (XDS Astana) e Filippo Ganna (Netcompagny Ineos), che dopo trenta chilometri di gara riescono ad allungare fino a un massimo di 30 secondi, ma dietro di loro non c’è mai tregua e vengono ripresi non molto dopo il cartello che indica cento chilometri all’arrivo.
Dopo nuovi scatti infruttuosi, ma estenuanti per tutti, tanto che il gruppo finisce per spezzarsi, a circa 75 chilometri dall’arrivo è Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates XRG) a riuscire a guadagnare qualche metro, venendo raggiunto da Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG) e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), uno dei più attivi nelle prime fasi di gara. Questo terzetto guadagna velocemente 40 secondi su un gruppo che si ricompatta poco prima del traguardo volante, in vista del quale la Polti – VisitMalta, rimasta per la prima volta fuori dalla fuga di giornata, prova a reagire in forza.
Si forma così un gruppetto di venti uomini alle spalle dei battistrada, composto da Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Cyril Barthe (Groupama-FDJ United), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Corbin Strong (NSN Cycling Team), David Gonzalez (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step), Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), Andréa Mifsud (Team Polti VisitMalta), Thomas Pesenti (Team Polti VisitMalta), Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), Wouter Poels (Unibet Rose Rockets) e Johannes Kulset (Uno-X Mobility).
Questi uomini faticano a trovare una intesa, per cui ai piedi della prima salita di giornata il distacco è risalito a 1’13”, con il gruppo principale che si trova poco dietro. Questo permetto un rimescolamento con Jefferson Alexander Cepeda (EF Education – EasyPost), Markel Beloki (EF Education – EasyPost), Rémy Rochas (Groupama-FDJ), Juan Pedro Lopez (Movistar), Lorenzo Milesi (Movistar), Javier Romo (Movistar), Ben Turner (Netcompany Ineos), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), Christian Scaroni (XDS Astana) e Guillermo Silva (XDS Astana), alcuni dei quali provano a rilanciare ulteriormente, a conferma che non c’è intesa in questo gruppone.
Mentre il gruppo lascia completamente fare, affidandosi al ritmo sereno della Bahrain Victorious, che non ha corridori troppo pericolosi davanti rispetto alla Maglia Rosa, gli inseguitori provano a rientrare sul terzetto di testa. A cercare di emergere sono Jefferson Alexander Cepeda (EF Education-EasyPost), Rémy Rochas (Groupama-FDJ United), Lorenzo Milesi (Movistar Team), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Andréa Mifsud (Team Polti VisitMalta), Martin Tjøtta (Uno-X Mobility), Markel Beloki (EF Education-EasyPost), Javier Romo (Movistar Team), Jan Christen (UAE Team Emirates XRG) e Guillermo Silva (XDS Astana Team), che scollinano con un ritardo di poco superiore al minuto, ma nella discesa l’intesa salta ancora e Romo si muove da solo.
Lo spagnolo si avvicina fino a scendere a 45 secondi a 25 chilometri dalla conclusione, mentre dietro di lui il resto degli inseguitori si ricompatta, perlomeno inizialmente, a circa 1’15” dal terzetto di testa, che al chilometro Red Bull vanta un vantaggio di 3’38” sul gruppo, completamente disinteressato alla vittoria parziale. Arrivati alla penultima salita di giornata con nuovamente più di un minuto di margine sul primo inseguitore, i tre battistrada sanno che ormai sono loro a giocarsi la vittoria e subito la UAE mette Leknessund sulla graticola. Il norvegese deve infatti spendersi per chiudere sullo scatto di Bjerg, fatto apposta per dare a Narvaez modo di rifiatare prima di piazzare la sua accelerazione.
Il campione ecuadoriano parte così a dieci chilometri dall’arrivo (dove il gruppo transiterà 4’42” più tardi) creando un piccolo gap che Leknessund non riuscirà più a colmare, malgrado un inseguimento serrato che lascia la battaglia aperta praticamente fino a tre chilometri dalla conclusione. Le arcigne pendenze iniziali del muro conclusivo segnano infatti la parola fine ai sogni i gloria del portacolori della Uno-X, che era riuscito a riavvicinarsi fino a una dozzina di secondi. Fermo è dunque di Narvaez, che si impone per la seconda volta in questo Giro (la quarta in carriera alla Corsa Rosa) con 32 secondi di vantaggio su Leknessund.
A completare il podio è Tjotta, che nel finale emerge tra gli inseguitori che si sono mossi sino alla fine in modo confuso e disordinato, mettendosi alle spalle Silva, Milesi e Scaroni. Tra i big invece non succede praticamente niente fino a due chilometri dalla conclusione, quando Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) prova a sfidare la Visma | Lease a Bike, che nelle ultime due ascensioni aveva fatto l’andatura. Rapidamente ripreso dalla formazione giallonera, la Maglia Rosa comunque si difende bene anche nella fase finale dello strappo verso l’arrivo, cedendo solo due secondi a Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike), unico capace di seguire lo sprint di Jai Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe), che comunque è più fumo che arrosto.
Risultato e Classifiche Tappa 8 Giro d’Italia 2026
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